Il credito al consumo in Italia indica l’insieme dei finanziamenti concessi a privati per l’acquisto di beni e servizi, dai prestiti personali ai pagamenti rateali. Nel 2026 il comparto conferma una traiettoria di crescita, ma le dinamiche che lo guidano stanno cambiando in modo significativo: il peso del canale digitale, l’evoluzione del Buy Now Pay Later e l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella valutazione del rischio ridefiniscono il profilo del mercato.
Intelligenza artificiale e scoring creditizio: cosa cambia nel 2026
Uno degli aspetti meno discussi, ma con il maggiore potenziale di trasformazione, riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale nei processi di concessione del credito. A settembre 2026 Banca d’Italia ha pubblicato uno studio sull’impiego dei modelli linguistici di grandi dimensioni (Large Language Models) per la sentiment analysis applicata al credit risk assessment.
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In pratica, gli intermediari possono integrare l’analisi testuale di fonti non strutturate (articoli di stampa, comunicazioni aziendali, dati qualitativi) nei modelli che valutano la probabilità di insolvenza. L’obiettivo è ampliare le fonti informative oltre i tradizionali dati di bilancio e le centrali rischi.
Le implicazioni per il consumatore non sono immediate, ma la direzione è tracciata. Se un algoritmo può analizzare segnali deboli sul merito creditizio, le politiche di concessione potrebbero diventare più granulari: profili oggi esclusi dal credito tradizionale potrebbero accedervi, mentre altri potrebbero ricevere condizioni diverse da quelle attese. La governance di questi strumenti resta però un cantiere aperto, e Banca d’Italia lo segnala come tema da monitorare.
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Buy Now Pay Later nel credito al consumo: oltre i micro-pagamenti

Il BNPL rappresenta il segmento con la crescita più marcata all’interno del credito al consumo. Il fenomeno non è più limitato agli acquisti di piccolo importo online: l’aumento progressivo degli importi medi indica che i consumatori lo utilizzano per spese più strutturate, avvicinandolo al perimetro dei prestiti finalizzati classici.
Per il mercato del credito al consumo questa evoluzione pone una questione concreta: il BNPL compete con i prestiti finalizzati tradizionali su fasce di importo crescenti, ma con un iter di concessione più rapido e spesso privo delle tutele informative previste per i contratti di credito regolamentati. Il quadro normativo introdotto dal recepimento della direttiva europea sul credito ai consumatori (in vigore dal 2026) mira proprio a colmare questa asimmetria, estendendo obblighi di trasparenza anche a operatori BNPL.
Credito al consumo e differenze territoriali: il dato nazionale non basta
I report di settore presentano quasi sempre dati aggregati, ma la realtà del credito al consumo in Italia varia in modo significativo da regione a regione. Banca d’Italia ha pubblicato nel 2026 un aggiornamento specifico sulle condizioni e rischiosità del credito per settori e territori.
Questo significa che la crescita complessiva del comparto può nascondere situazioni molto diverse. Un tasso medio nazionale in discesa non implica condizioni omogenee per un consumatore del Nord-Est e uno del Mezzogiorno. Le variabili che incidono includono:
- La solidità del mercato del lavoro locale, che influenza direttamente le politiche di concessione degli intermediari nella zona
- Il livello di rischiosità storica del portafoglio crediti nell’area, che spinge gli operatori ad applicare spread differenziati
- La presenza o assenza di reti distributive digitali, che modifica l’accesso stesso al prodotto creditizio
Chi valuta un finanziamento nel 2026 non può limitarsi a guardare il tasso medio di mercato. Le condizioni effettive dipendono dal profilo territoriale oltre che da quello personale.
Prestiti auto, cessione del quinto e canale digitale: i tre motori della crescita
Secondo l’Osservatorio Credito al Dettaglio di Assofin, CRIF e Prometeia, nei primi mesi del 2026 il credito al consumo è trainato da tre componenti principali.

I prestiti finalizzati auto e moto hanno registrato una crescita del +6,2%, sostenuta dalla ripresa del mercato automobilistico e dall’orientamento verso veicoli a basse emissioni. La cessione del quinto segna un +7,5%, confermandosi come formula attrattiva per dipendenti e pensionati grazie alla stabilità delle condizioni contrattuali.
Il terzo elemento è il canale digitale. La progressiva normalizzazione delle richieste di credito online indica che il digitale diventa il canale di riferimento per una platea sempre più ampia, non più una nicchia.
Sul fronte opposto, i mutui per l’acquisto di abitazioni rallentano e le surroghe crollano, dopo il picco legato alla fase di discesa dei tassi. Questo spostamento di peso relativo all’interno del credito retail rafforza il ruolo del credito al consumo rispetto al comparto immobiliare.
Costo del credito nel 2026: tassi in calo ma attenzione al costo effettivo
Il contesto monetario resta più favorevole rispetto alla fase restrittiva degli anni precedenti. Le condizioni di tasso sono migliorate, contribuendo a sostenere la domanda di nuovi finanziamenti e operazioni di surroga nel 2025.
Questa dinamica non si traduce però automaticamente in un credito più accessibile per tutti. Il costo effettivo per il consumatore continua a dipendere da diversi fattori:
- Il profilo di rischio individuale, che determina lo spread applicato dall’intermediario
- La durata del finanziamento, che incide sul costo complessivo anche a parità di tasso nominale
- Le commissioni accessorie e i costi assicurativi obbligatori, spesso sottovalutati nel confronto tra offerte
- Le politiche di concessione dell’intermediario, che restano prudenti a causa delle tensioni geopolitiche e commerciali
Un tasso di riferimento in discesa non equivale a un risparmio garantito. Confrontare il TAEG e non solo il TAN resta la regola operativa più affidabile per chi valuta un nuovo finanziamento nel 2026.
Il credito al consumo in Italia attraversa una fase di trasformazione più profonda di quanto suggeriscano i soli numeri di crescita. L’intelligenza artificiale nello scoring, il BNPL come concorrente strutturale dei prestiti tradizionali e le differenze territoriali nella rischiosità sono tre variabili che ridisegnano il mercato. Per chi accede al credito, la sfida non è trovare un’offerta, ma valutare correttamente le condizioni specifiche del proprio profilo e della propria area geografica.